I miei amici conoscono bene il mio interesse per il vino. Io vorrei dire passione. Sentimento che non ho mai ostentato, tenendolo gelosamente per me. E così, quando mi chiedono di parlare di vino, lo faccio sempre con una certa resistenza iniziale, con timore, di chi sta per essere scoperto per una sua imbarazzante debolezza. Questa naturale inclinazione per le bevande alcoliche mi accompagna da sempre, dall’infanzia. Ho solo qualche foto da bambino: una è con un grappolo di Nerello Mascalese tra la mani.
Ma questa debolezza non è, e non deve essere, se si è dei veri cultori del vino, un vizio. Come dire l’alcolizzato non è colui che beve ma colui che per vivere deve bere. Noi, cultori del vino, non rientriamo in questa categoria.
Nel tempo questa mia debolezza è diventata una bellissima opportunità di lavoro: sono diventato un consulente tecnico vitivinicolo. Ancor prima di diventare un tecnico, un enologo o come direbbero gli inglesi un winemaker, - in verità non riesco ad identificarmi con questi appellativi – avevo insita in me una precisa visione del vino che ho mantenuto da tecnico. Questa sicuramente mi ha complicato la vita professionale, soprattutto all’inizio, ma alla fine, il non averla mai abbandonata, averla perseguita, mi ha dato molte soddisfazioni.
Ho sempre pensato che un "bel vino" è un vino equilibrato, armonico e complesso. L'equilibrio, l'armonia è per un vino qualcosa di intrinseco, di immediata verifica da parte di tutti i nostri sensi, udito compreso (ogni vino versato nel bicchiere ha il suo rumore), che viene da molto lontano: dall'uva, dalla vigna, dal vitigno, dall'ambiente (clima e terreno) dall'Uomo (individuo e cultura).
Una pianta di vite equilibrata, giusto rapporto superficie fogliare/frutto, una vigna in armonia con l'ambiente in cui è coltivata, che non ha bisogno sistematicamente di apporti esterni considerevoli di acqua, concimi chimici, antiparassitari, in sintonia con l'uomo che la coltiva, non può che dare un vino equilibrato, armonico e nello stesso tempo elegante e complesso. Definire come debba essere un vino di qualità è impossibile. E' come volere definire o trovare l'uomo giusto, perfetto senza pecca.
Il nostro modo di essere, così come per il vino, è relativo e dipende dall'ambiente (la zona) in cui si vive, dal proprio passato (la vigna e i vitigni), dal presente (l'annata), dalla propria cultura (il viticoltore, il vinificatore), dal momento (la vinificazione), dal futuro (l'affinamento).
Salvo Foti - vigna & vino adviser
Via Tamburino Merlini,1 - 95044 Mineo CT - Italy - Tel. 0933 982942 - Fax 0933.983264 - e-mail: info@salvofoti.it
P.IVA 03915680874